Ultime Notizie su Massimo Palombella, Monsignore al Duomo di Milano

Massimo Palombella, conosciuto per essere uno dei direttori di coro più virtuosi che abbiamo in Italia, dopo aver lasciato il suo incarico alla Cappella Sistina, sembrava destinato a proseguire la sua carriera all’estero. Dapprima era stato chiamato a New York, ma poi lo scoppio della pandemia di Covid-19, oltre a fermare i voli internazionali e a chiudere i confini, gli ha impedito di prendere un aereo e di sbarcare sul suolo americano. In seguito era stato richiesto a Londra, più precisamente a Westminster, ma anche in questo caso non ha potuto concretizzare il suo progetto: colpa della Brexit, che dal 31 gennaio 2020 ha scompigliato il Regno Unito e cambiato le regole.

La nuova avventura di Massimo Palombella presso il Duomo di Milano

Ed è qui che, dopo tante peripezie e tanti intoppi dell’ultimo momento, è entrato in scena monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano, che venuto a sapere della disponibilità di Massimo Palombella, non ci ha pensato due volte a chiamarlo e a volerlo, fortemente, come direttore della nuova Cappella Musicale della cattedrale del capoluogo lombardo. Una presenza che, oltre ad aver dato notevole prestigio al Duomo di Milano, ha reso ancora più importante l’evento del 7 marzo 2022, quando il Grande Organo, dopo un meticoloso restauro, è tornato a suonare. Massimo Palombella, che è succeduto a don Claudio Burgio, il precedente direttore del coro del Duomo di Milano, oggi dirige ben 55 cantori, che possono essere ascoltati anche il lunedì, il mercoledì e il venerdì quando risuona anche il Grande Organo.

I dischi più belli di Massimo Palombella da ascoltare da casa

Massimo Palombella, oltre a essere da sei mesi il nuovo direttore di coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano, ha prodotto numerosi CD di pregio, che possono essere ascoltati durante questo periodo di Quaresima per riflettere e prepararsi alla Passione di Cristo, uno degli eventi più toccanti e dolorosi della Settimana di Pasqua. Tra questi c’è “O Crux Benedicta”, uno dei suoi lavori più belli, una raccolta di 22 brani che narrano le Celebrazioni Papali e che, fin dal primo ascolto, lasciano meravigliati per la scrupolosa ricerca e le esecuzioni di altissimo livello. Questo CD, oltre a poter essere ascoltato durante la Quaresima, può anche essere usato come sottofondo musicale dai catechisti per introdurre alcuni dei temi pasquali più importanti, come il Giovedì Santo, il Venerdì Santo e l’attesa della Pasqua e della Resurrezione di Gesù.

Cultura e arte Duomo di Milano: scopri di più

Quando si parla di Milano, una delle prime cose che sicuramente ci viene in mente è il suo simbolo intramontabile: il Duomo. Fu iniziato da Gian Galeazzo Visconti nel 1386 e completato nell’arco di poco più di 400 anni, subendo anche svariate modifiche ed ammodernamenti nel corso degli anni. Il progetto inizialmente doveva seguire lo stile gotico lombardo ma fu proprio il Signore di Milano e fondatore della Veneranda Fabbrica del Duomo, Gian Galeazzo Visconti, ad invertire il progetto e decidere di utilizzare, al posto del mattone, il marmo di Candoglia. Questa decisione provocò una vera e propria rivoluzione di “stile”  che costrinse la Fabbrica a ricercare numerosissime figure, esperte del gotico, in tutti i cantieri di cattedrali europee. È così che nacque il gotico del Duomo ed è soprattutto per questo particolare motivo che è stato impossibile risalire alla persona che si occupò della fase di progettazione iniziale. Ma com’è fatto l’imponente Duomo di Milano? Vediamo di immergerci tra la storia e l’arte del simbolo di Milano.

La facciata

Nonostante gli architetti che pensarono ad una determinata proposta per la facciata del Duomo, per molti anni si utilizzò comunque quella della Chiesa di Santa Maria Maggiore, sulla quale stava avvenendo la costruzione. A partire dal 1683, invece, partì la demolizione della vecchia facciata quattrocentesca ma la scelta non fu presa in via definitiva fino al 1790 quando ad avere la meglio fu il progetto di Felice Soave. È però grazie all’intervento di Napoleone Bonaparte che avvenne la conclusione della facciata, come da lui stesso dichiarato alla vigilia della sua incoronazione nel giugno del 1805.

Le guglie

Quando parliamo delle guglie, definiamo sicuramente il tipico elemento dell’architettura gotica. Le guglie del Duomo sono ben 135 e ricche di ornati e di statue di ogni ordine di grandezza (più di 1800). Per quanto riguarda le misure, invece, la maggior parte delle guglie sono alte 17 metri.

Scultura

Un’altra particolarità del Duomo sono le sue 3400 statue e le 700 figure, inserite negli altorilievi marmorei. Inoltre, per diversi secoli il cantiere della Cattedrale ha volutamente prodotto delle statue che siano coerenti al clima culturale di ogni singolo momento storico.

La Madonnina

La Madonnina è il simbolo della città nonché la protettrice di tutti i milanesi ed è stata costruita in lastre di rame, sbalzate e dorate e sorrette da acciaio inossidabile. La costruzione avvenne sulla figlia più alta del Duomo alla fine del 1774.

Vetrate

Già a partire dalla fase iniziale dei lavori, gli architetti posero il problema di chiudere con vetri le finestre e la soluzione, inizialmente, proposta di quella di inserire dei vetri colorati. Nel 1403 si decise di modificare il progetto iniziale e di realizzare delle finestre con vetrate istoriate, in modo tale da rendere più semplice la lettura del racconto visivo religioso delle vetrate. Fu così che venne creato un linguaggio originale nell’arte vetraria grazie ad una particolare gamma cromatica di tessere vitree, creando un notevole interesse per tutto il patrimonio vetrario della Cattedrale di Milano. 

Pittura

Per quanto riguarda gli affreschi presenti nel Duomo di Milano, tra i pochi “superstiti” troviamo il Crocifisso tra la Madonna e i santi, il San Giovanni Battista e la Madonna della Rosa. Fù Carlo Borromeo a commissionare delle importanti opere di pittura come le pale degli altari progettati per le navate laterali e nel XVIII secolo vennero implementati gli affreschi con le tele dedicate alle Storie della Croce e del Santo Chiodo. Le tele vengono esposte, durante la festa del ritrovamento della Croce, attraverso il “rito della Nivola”.

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

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MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

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MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

Informazioni sulla vita liturgica del Duomo di Milano

Il Duomo di Milano si sveglia presto, aprendo le sue porte, tutti i giorni, alle 06.50, quando il capoluogo meneghino inizia ad animarsi e, in settimana, i primi lavoratori hanno già iniziato il turno da quasi due ore. Appena dieci minuti dopo l’apertura, da lunedì a venerdì, il Duomo di Milano propone la prima Celebrazione Eucaristica della giornata, che si tiene alle 07.00 del mattino.  Nei giorni feriali, successivamente, ne seguono altre quattro (l’ultima alle 17.30 nella Cappella Feriale), mentre nei giorni festivi il numero delle Celebrazioni Eucaristiche sale a sei, con l’ultima che si svolge sempre alle 17.30. Per i fedeli che desiderano assistere alla Messa, la domenica c’è un appuntamento molto particolare presso la Cattedrale di Milano: l’Eucaristia capitolare in lingua latina, alle 11.00, ovvero la Messa originale in lingua latina, che si teneva in tutte le parrocchie prima del Concilio Vaticano Secondo e che poi è stata sostituita da quella in lingua italiana.

Gli altri appuntamenti liturgici del Duomo di Milano

Le Celebrazioni Eucaristiche non sono però l’unico appuntamento liturgico del Duomo di Milano. Il suo calendario infatti è molto ricco e comprende, da lunedì a sabato, anche la recita dell’Angelus (alle 12.00) e la recita del Rosario (alle 17.00), mentre la domenica, per chi desidera assistervi, ci sono in programma le Lodi mattutine (alle 10.30) e i Vespri e la Benedizione eucaristica (alle 16.00). Le confessioni invece hanno luogo, dalle 08.00 alle 18.00, nei pressi dell’altare della Madonna dell’Albero, da lunedì a sabato. La domenica, proprio a causa del calendario liturgico più ricco di appuntamenti, a cui i fedeli possono partecipare in modo libero, le confessioni si tengono dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 18.00.

Accesso dei fedeli al Duomo di Milano

I fedeli, a partire dalle 06.50 del mattino, possono accedere al Duomo di Milano per la preghiera personale, per partecipare alle Celebrazioni Eucaristiche o per chiedere il Sacramento della Riconciliazione (la Confessione). Per farlo, possono usare due ingressi: il primo, aperto dalle 06.50 alle 08.30, è il transetto di San Giovanni Bono, la porta laterale del Duomo. Il secondo invece, che è anche quello utilizzato dai visitatori per accedere alla Cattedrale di Milano per poterla ammirare in tutta la sua bellezza, è la facciata, dove si trova anche la porta nord.  L’ingresso dalla facciata è aperto dalle 08.00 fino alle 19.00. Per motivi organizzativi, tuttavia, l’ultimo accesso è fissato per le 18.30. Una volta all’interno del Duomo, è obbligatorio indossare una mascherina che copra il naso e la bocca e disinfettarsi le mani all’ingresso. L’accesso alla Cattedrale, secondo le direttive emanate dall’Arcidiocesi di Milano il 29 marzo 2022, non è consentito a chi presenta sintomi influenzali oppure è sottoposto a quarantena.

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Milano, i migliori professionisti in città: Avvocato Davide Cornalba

Riceviamo e pubblichiamo questo bellissimo articolo di approfondimento da parte dell’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito. Lo studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione.No al mantenimento alla figlia che non vuole lavorare, è questa la decisione del giudice che potrebbe segnare un cambiamento epocale. 

L’approfondimento del blog dell’Avv. Davide Cornalba. Una ragazza di ventidue anni residente a Gorizia aveva fatto ricorso per contrastare la revoca dell’assegno mensile che riceveva da parte del genitore divorziato. Non una storia a lieto fine, almeno non per la ragazza che dopo aver trascinato il padre in Tribunale non otterrà il sostentamento di cui aveva goduto fino a quel momento. A scatenare la rabbia del padre, tramutatasi poi nel rifiuto al mantenimento è stato il doppio «no» che la figlia Adele aveva risposto ai due datori di lavoro che le avevano offerto un contratto.  Inizialmente per l’intenzione della giovane di iscriversi a un corso di grafologia, idea poi accantonata per seguire un corso di due anni in ottica a Bologna che però aveva una frequenza ridotta di un solo giorno alla settimana perché riservato ai lavoratori. 

I due supremi giudici il Tribunale di Gorizia e la Corte di Appello di Trieste hanno revocato l’assegno spiegando che «il mancato raggiungimento dell’indipendenza economica di Adele dovesse imputarsi esclusivamente a sua colpa, per aver ingiustificatamente rifiutato plurime offerte di lavoro, nonostante difettasse ogni prova di sue particolari inclinazioni o attitudini o di sue ben precise aspirazioni professionali che l’avessero determinata a compiere, ed a seguire con costanza, una diversa e coerente scelta progettuale alternativa».

Resta l’assegno di 300 euro destinato al fratello diciottenne. Il padre avrebbe voluto evitare di pagarlo adducendo come motivazione lo scarso rendimento scolastico del figlio, che si è “ritirato al quarto anno per non essere bocciato, per le sue ripetute assenze, le note disciplinari, i suoi comportamenti inadeguati e ingiustificati”. La Cassazione ha approvato la decisione della Corte di Appello ribadendo che «non si poteva tenere conto della condotta morale» del ragazzo pertanto concedendo il mantenimento prestabilito.

AVV DAVIDE CORNALBA

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AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

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NOTIZIE DI TENDENZA: Cyber sicurezza nazionale, gli obiettivi da raggiungere entro il 2026 per la resilienza

Si sente parlare sempre più spesso di cyber-security anche in ambito di sicurezza nazionale e non solo in ambito privato. Non solo le aziende quindi devono attuare delle strategie difensive e di resilienza ma anche i governi di tutto il mondo. L’Italia ha una propria strategia nazionale per la cyber-security: dopo l’approvazione del Comitato Interministeriale sulla Cybersecurity (CIC) presieduto dal Presidente del Consiglio Mario Draghi lo scorso 18 maggio, è stata annunciata dal Vicepresidente la cyber strategy elaborata dall’Agenzia Nazionale per la Cyber ​​Security. Lo Stato lo ha formalmente presentato al presidente del Consiglio Franco Gabrielli, quale agenzia delegata per la sicurezza della repubblica, e al direttore dell’agenzia stessa, Roberto Baldoni.

È necessario intensificare i progetti di sviluppo tecnologico per poter avere un adeguato livello di autonomia strategica e poter disporre della nostra sovranità digitale.  Per evitare e contrastare le minacce alla cyber-sicurezza è necessario studiare un approccio che preveda l’adozione di misure di prevenzione e mitigazione del rischio per aumentare la resilienza delle cosiddette infrastrutture digitali. Pertanto, definendo una strategia cibernetica e un relativo piano di attuazione, il governo mira ad affrontare le sfide tipiche di una dimensione ben definita del ciberspazio:

– Rafforzare la resilienza dei sistemi nazionali e la trasformazione digitale;

– Raggiungere l’autonomia strategica a livello di rete;

– Prevedere l’evoluzione delle minacce informatiche;

Come definire la gestione della crisi informatica

Una strategia la cui importanza è stata ampiamente sottolineata dal Presidente del consiglio Mario Draghi: “Le nuove forme di competizione strategica che caratterizzano lo scenario geopolitico impongono all’Italia di proseguire e, dove possibile, incrementare le iniziative in materia di cyber security. Dobbiamo tenere fede agli impegni assunti nell’ambito delle organizzazioni internazionali a cui l’Italia partecipa, anche tenuto conto dell’elevata qualità e dei massicci investimenti realizzati dai principali alleati e partner internazionali. È dunque necessaria una puntuale rivisitazione nella concezione e nella visione strategica dell’architettura nazionale di cyber security”.

Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale

L’Unione Europea ha deciso di regolamentare l’intelligenza artificiale, per chi non lo sapesse per intelligenza artificiale si intendono quei sistemi informatici intelligenti che sono in grado di simulare le capacità oltre che il comportamento umano, anche quando si tratta di pensiero.

L’intelligenza artificiale ha iniziato a far parte della nostra vita molti anni fa e si possono rintracciare degli esempi in molte delle realtà che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni. Alcuni esempi tre più noti riguardano gli assistenti virtuali come Siri o Alexa che rispondono ai comandi vocali ma anche una piattaforma come Netflix una delle più utilizzate per lo streaming utilizza dei sistemi predittivi che si basano sull’intelligenza artificiale per consigliare i migliori programmi e film ai suoi utenti. L’obiettivo dell’UE è quello di assicurare ai suoi cittadini i diritti fondamentali mentre beneficiano delle nuove tecnologie. Per questo Bruxelles ha intrapreso un percorso per definire gli elementi fondamentali relativi alla regolazione del mondo relativo all’intelligenza artificiale.

A partire dal 2017 sono cominciate le indagini e gli studi per comprendere la portata dell’intelligenza artificiale, specialmente per garantire la protezione dei dati e per quanto riguarda anche il diritto digitale insieme alle norme mediche. È importante garantire il rispetto dei diritti dei cittadini stabilendo una normativa pertinente. In tema di legislazione l’Europa è infatti indietro sui tempi, specialmente rispetto a nazioni come Cina e Brasile.

Questo ritardo ha comportato, tra le altre cose, anche la mancata possibilità di lanciarsi come leader nel settore. L’intelligenza artificiale è una realtà ormai insidiata nel nostro quotidiano ed è necessario quanto prima che vengono stabilite le leggi a garanzia dei cittadini e dei consumatori. La lentezza del processo è da attribuire larga parte alla complessità della materia. Al momento è stata presentata una bozza e il Parlamento Europeo approverà la sua posizione sul quadro sull’intelligenza artificiale presto, entro la fine del 2022. 

PIETRO MOLLICA TINDARO

EUROPA FACTOR SPA

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Cosa prevede la normativa per l’eredità tra conviventi

Molte persone al giorno d’oggi scelgono di non sposarsi ma di convivere e magari costruire una famiglia ma cosa prevede la normativa per l’eredità tra conviventi? Al momento per la normativa vigente non è prevista alcuna successione ereditaria per i conviventi, nonostante sia una convivenza di fatto formalizzata, sia con che senza figli. L’unica differenza vale per i figli a cui va l’eredità in ogni caso. Al coniuge convivente rimasto vedovo non spetta automaticamente l’eredità dell’ex partner, a meno che non vi sia un testamento scritto. Grazie all’approvazione della legge Cirinnà le convivenze di fatto sono state riconosciute come famiglia, la cui formalizzazione avviene mediante una registrazione all’ufficio anagrafe del proprio comune di residenza. Una coppia che non intende sposarsi può quindi formalizzare la convivenza in comune senza dover necessariamente convolare a nozze. 

Sorge dunque spontanea una domanda: la formalizzazione implica diritti e doveri differenti da quelli previsti dal matrimonio tradizionale, tipo Carlo Del Pero?

In pratica in Italia il defunto può scegliere di destinare i propri beni a chi vuole, salvo dover tenere fede a una quota di legittima, cioè quella parte di eredità che spetta di diritto agli eredi legittimari e che non può essere ridotta o annullata dalle volontà espresse dal testamento. Tra gli eredi legittimi non rientra però il convivente, nonostante il riconoscimento di una serie di diritti per conviventi, la normativa vigente non ha previsto disposizioni specifiche per l’eredità tra conviventi senza figli. Detto in soldoni, i conviventi specialmente senza figli, non hanno particolari diritti successori e nemmeno il contratto di convivenza registrato in comune può facilitare l’accesso all’eredità. In pratica se uno dei due conviventi muore l’altro non ha alcun diritto successorio, a meno che il partner non abbia espresso le sue volontà tramite testamento. Non cambia molto neppure nel caso di convivenza con figli, al convivente non spetterebbe comunque nulla senza una volontà scritta nel testamento.  

MOLLICA PIETRO TINDARO

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

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FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

L’inquietante tecnologia di riconoscimento facciale a New York

Superposition, lo studio di design con sede nei Paesi Bassi che si occupa di esperienze interattive, ha svelato un nuovo progetto con Amnesty International, attraverso una ricerca che fa riflettere sulla tecnologia di riconoscimento facciale invasivo (FRT). In questo caso a New York. Parte della campagna Ban the Scan di Amnesty, Inside the NYPD’s Surveillance Machine è un progetto interattivo di visualizzazione dei dati che consente agli utenti di tracciare un percorso a piedi attraverso New York per verificare quali tratti sono esposti alla video-sorveglianza. In un comunicato, Amnesty ha spiegato bene che FRT è stato impiegato nei video di protesta di Black Lives Matter nel 2020 per identificare, rintracciare e molestare le persone che stanno semplicemente esercitando i propri diritti umani. Il sito Ban the Scan di Amnesty International spiega: “I macchinari di sorveglianza del dipartimento di polizia di New York City (NYPD) minacciano in modo sproporzionato i diritti dei newyorkesi non bianchi”. La tecnologia FRT viola il diritto alla privacy e consente ai poliziotti che si rivelano poi razzisti di abusarne. La polizia della grande mela ha utilizzato la tecnologia in 22.000 casi tra il 2016 e il 2019.

Per sollecitare il Comune di New York a vietarne l’uso, Superposition ha pensato di creare un’esperienza digitale interattiva che fosse ampiamente accessibile e trasmettesse l’urgenza della questione. Superposition ha usato un servizio conforme al GDPR per la geolocalizzazione per proteggere la privacy dei visitatori. I risultati incoraggiano l’utente a farsi un’opinione sull’argomento” e ad agire firmando la petizione o inviando una lettera di protesta al proprio consigliere comunale. La ricerca di Amnesty International e Superposition si è basata sul lavoro di oltre 7.000 volontari digitali che hanno analizzato i panorami di Google Street View di ogni incrocio di New York City. Sono state identificate 25.500 telecamere pubbliche e private in 43.000 incroci. Nel comunicato, Amnesty aggiunge che i dati raccolti in crowdsourcing sono probabilmente un conteggio insufficiente. L’esperienza aiuta così a diffondere la consapevolezza sulla questione e a promuovere l’obiettivo di Amnesty International di ottenere un divieto

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

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I creatori di South Park hanno trasformato Kendrick Lamar in un deepfake 

Il nuovo video musicale di Kendrick Lamar ha subito parlare di sé. Il videoclip di ‘The Heart Part 5’ è l’ultimo singolo del rapper americano che ci ha abituato da sempre alle sue sperimentazioni. Solo la prima notte online il video aveva accumulato 12 milioni di visualizzazioni, piazzandosi saldamente alla posizione numero uno dei trend musicali di Youtube, dove probabilmente rimarrà per molto tempo. Esplorando l’identità e la relazione di Lamar con altre figure iconiche e controverse, come fa spesso l’artista attraverso la sua serie The Heart, The Heart Part 5 vede Lamar trasformarsi in versioni deepfake di alcune personalità cult.

Lo sfondo del video cambia dal marrone al rossiccio e Lamar inizia a rappare, guardando leggermente fuori campo: “Man mano che invecchio, mi rendo conto che la vita è prospettiva. E la mia prospettiva potrebbe essere diversa dalla tua”.

Un video che rappresenta forse un modello per quelli che seguiranno.

Le immagini prendono una piega leggermente più inquietante quando il rapper Lamar fa per trasformarsi nell’ex star della NFL OJ Simpson, nel rapper Kanye West, nell’attore di “Empire” Jussie Smollett e nella star di Hollywood Will Smith, così come nella defunta star dell’NBA Kobe Bryant e nel rapper ucciso Nipsey Scossone.

Il pesante lavoro di deepfake è attribuito a Deep Voodoo, uno studio che nel 2020 ha lavorato ai video virali di Sassy Justice, una serie di satire con Trump e Zuckerberg deepfake. Come discusso in un’intervista con Dave Itzkoff sul New York Times, mentre i creatori non si sono immediatamente identificati, Deep Voodoo è opera di Trey Parker e Matt Stone, i creatori dello show South Park. Nell’intervista, i due spiegano di aver iniziato a lavorare con la tecnologia per Sassy Justice perché “tutti avevano tanta paura dei deepfake”, ma anche per esplorare il suo potenziale come forma d’arte. 

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfsch/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfs47/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://www.esercizistorici.it/blog-monsignor-palombella-introduce-la-cappella-sistina-1716

https://www.radiogladio.it/habemus-papam-tra-i-cd-piu-belli-di-monsignor-massimo-palombella/

http://www.europa-in.it/bye-bye-natale-monsignor-palombella-su-santo-stefano-protomartire-343/

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