Francesco Gadaleta, top manager per l’Information Technologies

Francesco Gadaleta è un top manager che lavora nel settore delle tecnologie dell’informazione (I.T.) dove, attraverso la collaborazione con importanti aziende italiane ed estere, ha acquisito diverse esperienze strategiche, commerciali e di progettazione sistematica. “Ho svolto attività di questo genere per aziende specializzate in diversi ambiti dell’information technologies – ha affermato Francesco Gadaleta in un’intervista pubblicata online alcune settimane fa – ad esempio, ho gestito consulenze nei campi della system integration, cyber security, digital transformation, cloud computing, digital commerce, customer engagement, omni-channel strategies”. Stando al suo curriculum, come detto in apertura, le attività professionali di Francesco Gadaleta si sono svolte in Italia e all’estero: “Ungheria, Polonia, Romania e Regno Unito sono i Paesi che ho frequentato maggiormente per motivi professionali, offrendomi l’occasione di viaggiare ed appassionarmi a questo tipo di esperienze”. Esperto sui sistemi informativi in ambito healthcare, ha curato in prima persona la progettazione e lo sviluppo di sistemi informatici per la gestione delle cartelle cliniche elettroniche.

Non solo viaggi

Nell’intervista Francesco Gadaleta condivide altre due attività che lo vedono coinvolto in diverse discussioni sul web con appassionati del settore: il tennis e la meditazione. Del primo “seguo tutti i tornei internazionali anche dal vivo e collaboro all’amministrazione di alcuni gruppi di discussione sui social e nella blogosfera, interessandomi in particolar modo alle notizie di attualità” (ci ha tenuto comunque a sottolineare che s’è fatto fuori dalle discussioni sul caso Djokovic in Australia, ndr). Del secondo, invece, scopriamo un alto livello di attenzione nei confronti della psicologia e dell’healthcare applicato al management. “E’ stato Tony Robbins a motivare i miei interessi per questo tipo di discipline. Molti top manager di fama mondiale sono attenti alla salute psicologica e del proprio corpo a beneficio delle performance professionali”. A proposito di Tony Robbins, Francesco Gadaleta ci segnala il libro “Incrollabile” (“Unshakable” nel titolo originale, qui la bellissima recensione dell’Huffington Post): “Robbins è l’autore che mi ha insegnato ad ottenere il meglio di me e degli altri attraverso una strategia di esercitazione dello stato mentale”, fatta di sicurezza, indipendenza, libertà e pace interiore “che ci rendono incrollabili”, appunto.

Mergers and Acquisition

Con questo termine si intendono le operazioni di acquisizione dei processi di controllo di un’attività mediante un passaggio di proprietà e di formalizzazione della fusione o integrazione tra due società. Nel diritto internazionale le  operazioni servono ad aggirare battaglie concorrenziali e a rendere più competitivi gli assetti gestionali delle imprese. Francesco Gadaleta ci riferisce che “ancora oggi per la mia azienda curo tutte le attività di M&A, passando per i processi di due diligence ed integrazione”. A questo link del sito della Commissione Europea troverete una panoramica delle politiche di applicazione delle metodologie di controllo dei mergers in EU: mergers procedures, practical information, mergers control procedures, EU merger regulation, guidelines on the assessment of horizontal mergers, cooperation with EU national competition authorities, merger cases.

Continua a leggere nel blog di Francesco Gadaleta: Informatica: Fluent Design di Microsoft, diamogli un’occhiata

Con Francesco Gadaleta, top manager che lavora nel settore delle tecnologie dell’informazione e, nel tempo libero, blogger attivo nelle materie della system integration, cyber security, digital transformation, cloud computing, digital commerce, nonché buon esperto di informatica. Con lui abbiamo redatto questo articolo di panoramica su Fluent Design, l’applicazione di Microsoft compatibile iOS e Android.

Fluent Design System (nome ufficiale di Project NEON) è linguaggio di progettazione sviluppato da Microsoft nel 2017 e che abbiamo visto in diverse app di Windows 10. È stato, ricorda Francesco Gadaleta, il primo importante aggiornamento dell’interfaccia utente del sistema operativo Windows dopo Metro Design in Windows 8. Si tratta di una perfetta combinazione della grafica di Aero di Windows 7 e della nuova interfaccia di Metro di Windows 8 o Windows 8.1. Il Fluent Design System di Microsoft mirava a migliorare l’aspetto di Windows 10, tuttavia non è un concetto o solo un insieme di linee guida. Fluent Design è una combinazione di aspetto, comportamento, layout e scalabilità delle applicazioni UWP in tutti gli ambienti. Per molti versi, le idee alla base di Fluent sono simili a quelle alla base delle linee guida del linguaggio di progettazione di Material Design sviluppato da Google e annunciato nel 2014. L’obiettivo principale in pratica, è fornire agli sviluppatori l’accesso a un unico linguaggio di progettazione, in grado di funzionare bene su tutti i dispositivi. Fluent Design System, ricorda Francesco Gadaleta, è un’importante revisione visiva del sistema operativo che include nuove animazioni, effetti visivi e altri miglioramenti dell’interfaccia utente come trasparenza e sfocatura. Il Design System, infatti, è un interessante metodo di collaborazione tra sviluppatori, designer e l’intero team di progettazione di un prodotto. 

Fluent Design System si basa su 5 principi chiave, detti anche “blocchi”: luce, profondità, movimento, materiale e scala. Fluent quindi, rinnova la grafica allontanandosi dal concetto piatto definito da Metro, di cui ha mantenuto però l’aspetto pulito. 

Che cos’è un Design System? La definizione

Un Design System ha l’obiettivo di riunire tutti gli elementi grafici, visivi, relativi alle regole, di branding, di tono, ecc. in un unico sistema standardizzato. Possiamo quindi paragonare il Design System ad una sorta di carta grafica. Tuttavia, il sistema di progettazione è una versione moderna della libreria di elementi classici sotto forma di UI Kit (colori, griglie, tipografia, bottoni, menu, input field, ecc.). Ci sono sia elementi visivi che esplicativi sull’immagine del marchio e sull’UI Design (Interface Design). Si tratta quindi di un vero e proprio punto di contatto tra sviluppatori e designer che non è statico, ma dinamico. Lo scopo è di far in modo che, coloro che sono coinvolti nello sviluppo di un prodotto, lavorino con lo stesso design e le stesse regole. 

In un Design System si possono trovare elementi come:

Il codice colore

Le tipografie utilizzate

Le regole d’uso

Spiegazioni sulle scelte

Componenti

Layout

Griglie di struttura

Il tono del marchio

Esempi di codice

Si possono trovare anche altre informazioni, come ad esempio i valori del marchio, ecc. Il Design System rappresenta quindi un modo di pensare, che incoraggia il lavoro di squadra e la collaborazione. Nella maggior parte dei casi, un sistema di progettazione è a disposizione di tutti direttamente su Internet, grazie ad esempio al cloud. Ciò consente a tutti i dipendenti di lavorare direttamente in tempo reale con l’intero team e di avere un feedback rapido.

A cosa serve un sistema di progettazione?

In passato sviluppatori e designer lavoravano ciascuno per conto proprio e alla fine mettevano insieme i risultati, ma questo modo di operare non era ottimale, perché i designer non erano allineati con le regole degli sviluppatori e viceversa. Si perdeva quindi coerenza in termini di design in generale, oltre che una notevole quantità di tempo prezioso. Il Design System viene quindi utilizzato principalmente per questo motivo: per garantire che l’intero team di progettazione di un prodotto sia allineato sin dall’inizio con un sistema di progettazione che si aggiorna in tempo reale. Ciò consente di mantenere un alto livello di qualità risparmiando tempo e quindi essendo più produttivi.

I vantaggi del Design System sono:

Collaborazione semplificata: il Design System consente di risparmiare tempo sulla comunicazione tra i membri del team. Utilizzando un sistema di progettazione, i dipendenti hanno un punto di contatto dinamico che si adatta in tempo reale affinché tutti lavorino con gli stessi elementi.

Migliore esperienza di utilizzo e collaborazione: l’esperienza è migliore, sia per i collaboratori che per gli utenti del prodotto in questione. Con l’aumento della produttività, il feedback per gli utenti sarà più veloce e l’ottimizzazione dell’esperienza utente sarà più veloce.

Componenti UI scalabili, responsive e riutilizzabili: questo consente di avere un’omogeneità nel design dell’interfaccia e nei vari elementi grafici. Che si tratti di interfaccia mobile, tablet o computer, i dipendenti hanno componenti standardizzati che possono essere riutilizzati per aumentare la produttività.

Notevole risparmio di tempo: per tutti i motivi già elencati, il metodo del Design System fa risparmiare tempo, sia nello sviluppo web che nel design stesso.

Migliore comunicazione: tra progettisti tecnici e designer, il Design System rende la comunicazione più piacevole e più efficiente.

Il Design System tuttavia, non è sempre vantaggioso. Non è ideale ad esempio per i piccoli progetti dove non si fa ricorso a veri e propri team per la progettazione del prodotto. In questo caso, la creazione di un Design System può essere controproducente e può far perdere tempo alla progettazione.

Come si crea un Design System?

Quando si crea un Design System, l’obiettivo è quello di implementare il maggior numero di elementi possibili che possono essere riutilizzati più volte. Per questo è importante creare pattern, componenti e layout a diversi livelli di profondità. Si parla in questi casi di Atomic Design, un metodo per scomporre il design di un’interfaccia in diversi componenti. Ciò consentirà di avere piccoli elementi che ne formeranno di più grandi e così via.

Le micro-animazioni, i colori, i testi sono atomi, e le molecole sono gruppi di cose come i pulsanti, per esempio. Questi elementi lavorano insieme per formare layout, componenti e gruppi di elementi diversi. È importante separarli distintamente in modo da avere il controllo su tutto e poter riutilizzare ogni atomo e ogni molecola come meglio si crede. 

Ad esempio, se uno sviluppatore desidera integrare il design di un pulsante in diversi gruppi di elementi, deve esserci un master solo per quel pulsante in modo che lo sviluppatore sia perfettamente flessibile a questo livello.

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